Sono arrivati al campo quasi per curiosità, per provare., per fare qualcosa insieme, senza particolari obiettivi o aspettative.
Lei è una ragazza molto timida, introversa, fragile nei modi, insicura. Lui invece è un cane con carattere, intenso, con tanto istinto e una personalità importante da gestire. Non un cane semplice, ma un cane profondamente amato.
Ed è proprio da lì che è iniziato tutto.
Avevano già fatto un bellissimo percorso di educazione di base, e questo si vedeva: c’era gestione, attenzione, relazione. Ma nel lavoro sul gregge è emerso ancora di più quanto fosse forte il legame tra loro.
All’inizio lei faticava molto a fidarsi di sé stessa. Aveva paura di sbagliare, di non essere abbastanza, di non riuscire a gestire l’energia e l’intensità del suo cane.
All’inizio lei faticava molto a fidarsi di sé stessa. Aveva paura di sbagliare, di non essere abbastanza, di non riuscire a gestire l’energia e l’intensità del suo cane.
Ma allenamento dopo allenamento qualcosa è cambiato.
Ha iniziato a trovare voce, presenza, sicurezza. Ha lavorato sotto la pioggia, nel fango, nelle giornate più complicate, affrontando ogni difficoltà senza mollare. E, soprattutto, ha imparato a credere di più nelle proprie capacità.
La prima gara sociale è stata quasi una sfida emotiva più che sportiva. Era completamente in agitazione, sopraffatta dall’emozione, fino alle lacrime. Ma è entrata in campo e l’ha fatta.
La settimana scorsa abbiamo organizzato una gara CSEN e questa volta la scelta è stata sua. Si è iscritta autonomamente, decidendo di mettersi davvero in gioco. Ha affrontato entrambe le run con calma e lucidità, chiudendole tutte e due e lavorando bene con il suo cane. Ma il punto non è il punteggio.
La cosa più bella è stata vedere una persona che all’inizio quasi si nascondeva trovare il coraggio di esporsi, affrontare le proprie paure e buttarsi davvero.
Perché a volte le vittorie più grandi non sono quelle che si misurano in classifica, sono quelle che succedono dentro!


